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martedì 30 ottobre 2012

Gimmi Ridimmi

Ve lo ricordate il Gimmi Ridimmi? E' stato un altro dei giochi che ho sempre desiderato e mai avuto...

Cos'era? Davvero non ce l'avete presente? L'abbiamo già accennato tempo fa quando abbiamo parlato degli "orsi replicanti", ma se avete un totale black-out mentale ve lo descrivo brevemente:

Il "Gimmi Ridimmi" era una sorta di radiolina in plastica a forma a virgola e un con faccino simpatico (i cui occhi erano i pulsanti REC e PLAY) in cui potevi registrare brevi messaggi. Una volta registrati avevi la possibilità di riprodurli aumentando o diminuendo la loro velocità, creando così degli effetti curiosi e divertenti. Era disponibile in varie colorazioni e nella parte inferiore c'era un foro che permetteva di portarselo dietro agganciandolo ad un portachiavi.

Quanto lo avrei voluto... la sua funzione di registrare e poi ripetere in maniera buffa e divertente era così innovativa che mi sembrava qualcosa di altamente tecnologico...

A ripensarci bene, oggi, è un gioco alquanto banale... visto che qualsiasi cellulare, già da diverso tempo, permette di registrare messaggi e ritoccare poi il risultato... per non parlare poi dei più recenti smartphone che hanno applicazioni di tutti i tipi per far ripetere i tuoi messaggi a diversi pupazzetti virtuali con le voci più strane (con questi ultimi programmini sto vivendo ora quei momenti che mi son perso da piccolo non avendo avuto Gimmi Ridimmi, e divertendomi soprattutto a farli ripetere con voci da bambino XD).

Poi oggi esiste anche un'altra evoluzione dei ripetitori (ma forse direi di più del robot Emiglio, di cui parlerò presto) che sono i più recenti assistenti vocali tipo SIRI (tutti i possessori di iPhone lo conosceranno senz'altro), che, a dire il vero, tutt'oggi mi inquietano... pensa l'effetto che m'avrebbe fatto una cosa del genere quand'ero bambino... ci sarei rimasto sorpreso ma anche spaventato :P

In ogni caso, oggi vorrei poter possedere un Gimmi Ridimmi soltanto per tenerlo esposto come cimelio: quel suo faccino strano, ogni volta che lo vedo, mi fa sorridere :)

A presto, con un aggiornamento che si preannuncia molto importante ;)

domenica 28 ottobre 2012

Il Video della Domenica: Bayer Lasonil (1988)

Oggi mi sono svegliata con un ginocchio dolorante.
E come spesso accade in questi casi mi ritrovo, inevitabilmente, a cantare questa.
Anche se il Lasonil non lo uso più. Ora ci sono i super cerotti.

Ve la ricordate?



Certo però che angoscia sto Tir che se ne andava in giro, mentre la gente si azzoppava!

^______^ " *plin plin plin plin plin plin Lasoniiil!*


mercoledì 24 ottobre 2012

La Balena Giuseppina!

Proprio poco fa leggevo su internet quest'articolo:

 "La balena che voleva parlare" (fonte "Le Scienze")

E mi è tornato in mente un vecchissimo cartone animato che ricordo solo vagamente, perché ero troppo piccino: La Balena Giuseppina.

Per il motivo appena citato, mi rifaccio a fonti internet per parlarvene un po':

La balena Giuseppina è una serie di cartoni animati giapponese (anime del genere shōnen, cioè cartoni per ragazzi) prodotto nel 1979 dalla Ashi Productions sulla base del romanzo Adiós Josefina dello scrittore spagnolo José María Sánchez Silva. L'intera serie si compone di 23 episodi di circa 24 minuti ciascuno.

La storia racconta di Choppy, un bambino estremamente timido, pauroso e insicuro, che ha come amica una piccola balena magica, di nome Giuseppina, che vive nel bicchiere pieno di acqua sul suo comodino.

Questa balena aiuta il bambino a crescere affrontando le difficoltà che incontra lungo il corso della sua infanzia. Alla fine, però, quando Choppy diventa ormai grande e capace di affrontare la vita da solo, Giuseppina, che ha completato la sua missione, lo abbandona.

Di questa serie di cartoni è stato pure commercializzato, a suo tempo, il vinile della colonna sonora italiana.

Forse chi è più grandicello di me se lo ricorderà sicuramente meglio... in ogni caso, come mio solito, vi lascio con la sigla italiana:


venerdì 19 ottobre 2012

Vigamus: il Museo del Videogioco a Roma

Prima di tutto devo ringraziare Federico ed Ileana, per quello che sto per dirvi.
Se non lo avessi letto sul loro sito interessantissimo e utilissimo WeekendOut.it  probabilmente lo avrei scoperto chissà quando. 
Comunque..

Sicuramente molti di voi lo sapranno già, ma sono cose da diffondere!
Specialmente se amate i videogame.

Provate ad immaginare 1000 mq di locali pieni di videogiochi (dai primi modelli ai recentissimi).
Da toccare. Da provare.
Io al solo pensiero ho i brividi, non so voi.
Ecco, da domani ci sarà un posto, dove sarà possibile fare tutto questo.
Infatti aprirà finalmente a Roma:

Vigamus - il Museo del Videogioco - 

Sul  sito del museo (qui sopra)  troverete quello che c'è da sapere, come arrivarci, gli orari, i costi e cosa c'è e ci sarà.

*^_______^*  Conto proprio di andarci presto!



mercoledì 17 ottobre 2012

Arrivano i Mostri!

Ragazzi, per favore ditemi che non lo ricordo solo io... Amici Mostri! era un programma che andava in onda nel 1992 sull'ormai scomparsa TMC (ora LA7), e di cui a dire il vero ricordo io stesso molto poco... ma i personaggi e la sigla li ho ancora ben impressi nella memoria!

Facendo ricerche incrociate su internet sono risalito grossomodo alla trama e alla struttura del programma:

La trasmissione durava all'incirca un paio d'ore, nelle fasce pomeridiane (un po' tipo Bim Bum Bam!) e proponeva un misto tra giochi a premi e una sitcom in stile comico-grottesco. Vi racconto qui di seguito brevemente la trama:

Il professor Ugo De Ughis conduce delle ricerche nel suo laboratorio, con la collaborazione della sua assistente Ulla Op. Ma non tutti i suoi esperimenti vanno a buon fine: un giorno ha inventato un "cilindro bionico" che avrebbe dovuto creare dei supereroi invincibili, ma ne sono usciti 3 orrendi mostri: Durango, Rosput e Testina.
Intanto un malvagio imprenditore di nome Inquinetor e il suo viscido assistente Bis-Nes vogliono conquistare il mondo inquinandone l'aria e la natura. Per raggiungere i suoi perfidi scopi, cerca di corrompere e servirsi dell'ingenuo professor De Ughis; fortuna che in ogni episodio ci sono dei guerrieri bionici (bambini concorrenti del gioco) a prendere le sue difese...

La cosa bella di questa trasmissione è che ha dato il "battesimo" a 2 famosi personaggi televisivi... ma ora vi parlo in dettaglio dei vari personaggi della trasmissione, così capirete da soli a chi mi riferisco.

Professor Ugo De Ughis (interpretato da Fulvio Falzarano nella prima serie e da Nini Salerno nella seconda). E' un ingenuo scienziato, che perso nei suoi calcoli e nei suoi imprecisi esperimenti, non si rende conto che la sua assistente è follemente innamorata di lui. La seconda versione di Nini Salerno (che mi piace meno della prima) ricorda vagamente Doc Brown in Ritorno al Futuro 2.
Ulla Op (dall'immagine avrete già capito che era interpretato da una giovanissima Alessia Marcuzzi ai suoi esordi televisivi). E' follemente innamorata del professor Ugo De Ughis, e cerca di distoglierlo dai suoi esperimenti per far ricadere le attenzioni su di lei.
Durango (interpretato da Attilio Marangon), è un orango grigio con delle orecchie enormi che indossa una tutina da pugile color senape e i guantoni appesi al collo. Nella sigla lo si vede andare agilmente su un monociclo.
Rosput (Interpretato da Lamberto Petrecca) è un rospo gigante vestito da principe. Ha la particolarità che i suoi strani occhi gialli fuoriescono dalle orbite.
Testina (interpretato da Elio Zoccarato) è uno strano alieno giallo con una bocca da piovra e le labbra viola e un cervello talmente grande da sporgere dal suo cranio. E' vestito come una specie di monaco e solitamente indossa un casco a forma di innaffiatoio per coprire la sua brutta faccia. Si incanta spesso mentre parla, per questo ha il soprannome di "testina".
Ciccio (doppiato e mosso da Stefano Cianca) è uno scheletro di cui si vedono solo la testa, il collo e le mani. Era l'ex assistente del professor Ugo De Ughis, prima dell'arrivo di Ulla Op. Parla con un accento napoletano e a differenza degli altri mostri che sono molto timidi, lui è molto estroverso e polemico. La sua parte nella sigla finale mi fa pisciare sotto dalle risate XD
Inquinetor (altro nome famoso ai suoi esordi... si capisce chi è, no? E' lui, Mauro Serio!). E' il "cattivone" della serie, colui che intende inquinare tutto il mondo e renderlo suo schiavo. Litiga spesso, improvvisando scenette assurde, con il suo assistente Bis-Nes. Il suo colorito grigio è la rappresentazione perfetta dell'inquinamento che tanto ama.
Bis-Nes (interpretato da Massimo Sangermano). E' il classico leccapiedi, totalmente sottomesso al suo padrone, del quale adora e condivide tutte le idee malvagie. Somiglia vagamente ad un serpente ed ha dei lunghissimi incisivi e una capigliatura scomposta. Si muove in maniera sconnessa e nervosa, ed ha un difetto di pronuncia (tipo "Ovo Puvo" al posto di "Oro Puro"). Le scenette col suo padrone sono il massimo del delirio.
Ma, a mio avviso, la cosa più bella, e che ancora ho ben impressa nella memoria, è la sigla finale (c'è chi direbbe il fisico della Marcuzzi :P). Ve la lascio qui di seguito (la sigla eh!):


giovedì 11 ottobre 2012

Arrivederci, papà del "Clem Clem"

Chi ha dai trent'anni in su, sicuramente ricorderà lo slogan "Clem Clem" dei "giochi intelligenti" di casa Clementoni. E ricorderà senz'altro il Sapientino e il Grillo Parlante, due dei suoi prodotti più famosi.

Purtroppo ieri se n'è andato, all'età di 87 anni, il suo papà fondatore: Mario Clementoni. Una notizia che m'ha rattristato davvero molto. Con lui, un altro pezzo della nostra infanzia ci ha lasciati.

Colgo la triste occasione per parlarvi un po' di lui:

Nato nel 1925 a Potenza Picena, Mario resta orfano di padre a 12 anni, con altri due fratelli. Studia in collegio e si diploma all’Istituto Tecnico Industriale Montani di Fermo. Trova subito lavoro (che bei tempi) in una fabbrica di armoniche a bocca a Pesaro, che abbandona nel 1956, a 36 anni, per dedicarsi all’export di strumenti musicali.

Nel 1959, dopo una visita ad una fiera del giocattolo negli USA, decide di produrre anche in Italia giochi da tavola e pianole. Aiutato dalla moglie Matilde Brualdi e sette operai, si mette subito all'opera nel garage di casa sua (vi ricorda qualcuno?), ed il successo arriva immediatamente.

In seguito trasferisce la sua azienda in un ex granaio a Recanati, dove inizia a produrre la Tombola della Canzone, una pianola con manovella e nastro forato che riproduce le canzoni di Sanremo, e nel 1967, il primo Sapientino, destinato a conquistare i mercati di mezzo mondo.

Nel 1970 Mario Clementoni firma un accordo commerciale con la Disney, e il suo nuovo stabilimento da 4.500 metri quadrati e 50 addetti a Fontenoce avvia la produzione dei Puzzle Fantasy (fino a 6.000 pezzi da montare, per imparare a conoscere i paesaggi e le città d’arte italiani) e dell’Allegro chirurgo e altri giochi scientifici.
I primi computer parlanti e giochi interattivi arrivano negli anni Novanta.

Oggi la Clementoni è una Spa con 500 dipendenti e 105 milioni di euro di fatturato, ha filiali commerciali in Spagna, Germania, Francia e Hong Kong.

Il Signor Mario ci ha lasciati, ma il suo motto e filosofia di vita risuona ancora vivo nell'azienda che ha fieramente condotto:

"Non bisognerebbe mai smettere di giocare, specie quando si diventa grandi: il gioco è una cosa seria".

mercoledì 10 ottobre 2012

Siamo Forti!

No, non siamo mitomani fino a questo punto eh,"Siamo Forti!" era una canzone!
Mettendo in ordine le mie cose ho ritrovato questa:


Ovviamente la mia reazione è stata : "uhhh!!!!"
La cosa bizzarra è che la ricordavo, interamente, anche prima di riascoltarla.
E' stato terrificante.

Comunque la canzone in questione è la seguente :



La tizia che la canta, vestita in maniera discutibile, è Arianna.
Giustamente finita nel dimenticatoio (ma se siete interessati  a cosa fa ora, e potete trovare tutto qui su Wikipedia).
Comunque all'epoca era diventata abbastanza famosa essendo stata scelta dalla Disney come nuovo volto, tra 200 giovani nel 1988.
Ovviamente questa cosa gli fruttò un contratto di 4 anni e svariati album di canzoni Disney -mica bruscolini-, una rubrica fissa su Topolino (almeno fino al 1991) e la partecipazione, come ospite, all'apertura dell' Euro Disney a Parigi.

Insomma, chi era bimbetta/o nei primi anni novanta dovrebbe ricordarsi di lei.
Io la invidiavo tantissimo, soprattutto perché le avevano fatto cantare le canzoni della Sirenetta, ecco.

La ricordate?


mercoledì 3 ottobre 2012

Food Fighters

Ve li ricordate questi stranissimi guerrieri? Io personalmente non ne avevo, o forse uno o due... ora non ricordo... però i miei amichetti di un tempo ne avevano tantissimi e ci divertivamo a fare battaglie.

Descriviamo un po' più dettagliatamente di cosa si trattava (ho preso spunto dalla pagina di Wikipedia):

I Food Fighters erano una raccolta di action figure rilasciata dalla Mattel tra il 1988 e il 1989, distribuiti come sorprese dalla catena Burghy (per chi non lo ricordasse, era una vecchia catena di fast food concorrente di McDonalds).

Si trattava di giocattoli di plastica morbida, con l'aspetto di cibi antropomorfi vestiti da militari e suddivisi in due squadre, ciascuna composta da cinque personaggi: i Kitchen Commandos, i buoni, e i Refrigerator Rejects, i cattivi. La collezione comprendeva alcuni gadget, come i mezzi di trasporto, delle armi e degli zaini staccabili. Lo slogan pubblicitario era: "Combat At Its Kookiest!"

I Kitchen Commandos si distinguevano per le uniformi verdi, gli stivali neri e le armi rosse. I pezzi comprendevano:

Burgerdier General: un cheeseburger, il leader del gruppo
Major Munch: una ciambella (disponibile in versione cioccolato o alla ciliegia)
Lieutenant Legg: una coscia di pollo fritto
Sergeant Scoop: un cono gelato (disponibile in versione cioccolato o sorbetto)
Private Pizza: una fetta di pizza ai peperoni
Combat Carton: un cartone per le uova con le ruote con in cima una bottiglia di ketchup usata come cannone
Fry Chopper: una padella che fungeva da elicottero, con spatole come eliche
Refrigerator playset: la base del gruppo a forma di frigorifero (progettato, ma mai realizzato)

I Refrigerator Rejects si distinguevano per le uniformi nere, gli stivali marroni e le armi blu. I pezzi comprendevano:

Mean Weener: un hot dog, il leader del gruppo
Chip the Ripper: un biscotto con scaglie di cioccolato (disponibile anche in versione cioccolato con praline bianche)
Short Stack: una pila di frittelle (disponibile in versione sciroppo d'acero o succo di mirtillo)
Taco Terror: un taco messicano
Fat Frenchy: un cartone di patatine fritte da fast food
BBQ Bomber: una catapulta cingolata, composta da una griglia e una spatola

La collezione non ebbe molto successo, questo bisogna dirlo, ma recentemente ha riscosso molto interesse per i collezionisti di giocattoli d'epoca.

Voi li avevate o ne avete ancora qualcuno in giro per casa?

lunedì 1 ottobre 2012

Telefilm & Co. - Il mio amico Ultraman -

Lo ricordate?

Prima di tutto "il mio amico ultraman", in realtà,  si intitolava "my secret identity".
I dettagli sulla trama non li ricordavo bene benissimo, lo ammetto.
Ma, come spesso accade, ricordo delle cose tremende tipo:
Quando invocava i super poteri... e quando, tirava fuori due bombolette spray (Sarà stata lacca? MAH!) e le usava per volare.

Inquietantello, si.

Ma andiamo con ordine:

Andrew era un ragazzo normale, quindicenne, appassionato di super eroi e fantascienza, fumetti.

Un giorno per caso - e che fortuna aggiungerei - in seguito ad un'esposizione ad un raggio fotonico,
si ritrova ad avere dei poteri speciali.
Ma, grazie all'aiuto del suo amico e professore Dr. Jeffcoate (che sarà l'unico a sapere, per tutte e tre le stagioni l'identità segreta di Andrew)  riuscirà a potenziare i suoi poteri, rendendoli: super.

Ma era poca roba eh:

- Volare (ma con le bombolette)
- Super forza
- Super velocità
- L' Invulnerabilità.

Tutto questo condito con avvenimenti più o meno banali, e buone azioni...tipo soccorrere una vecchietta rapinata , correndo velocissimo, e planare sul ladro, dall'alto, con le famose bombolette e stritolargli il braccio, finché non restituisce la refurtiva.

Era divertente.

Certo, lui aveva un po' la faccia da schiaffi, e sinceramente, credo avesse pure più di 15 anni, ma son dettagli, eh.

Vi lascio con la sigla: